La Banca del Sapere

Programma promosso dall’Istituto 

Promotore del progetto: Istituto sloveno di ricerche (SLORI)
Periodo di attuazione del progetto: dal 2000 ad oggi

L’interesse a sviluppare sinergie tra ricercatori e altre professionalità appartenenti alla comunità nazionale slovena in Italia risulta essere da sempre uno dei compiti prioritari dello SLORI, sin dalla sua istituzione. Il progetto Banca del sapere è improntato in tal senso a promuovere la crescita intellettuale degli sloveni in Italia agevolando l’inclusione del potenziale scientifico e di ricerca nel sistema sociale della minoranza. Tra i punti cardine alla base del progetto vi è anche il potenziamento delle sinergie tra il mondo della ricerca scientifica slovena in Italia e quello in Slovenia, così da contribuire alla formazione di uno spazio di ricerca comune di matrice slovena. Come accennato sopra, già da anni questo progetto ricade tra le priorità dello SLORI, pur configurandosi non tanto come un’attività di ricerca nel senso più classico del termine, quanto piuttosto come un lavoro qualificato sulla cosiddetta “infrastruttura di ricerca”.

Vari sono gli ambiti in cui spazia il progetto, tra cui vale la pena di menzionare i principali:

  • censimento del potenziale scientifico della comunità nazionale slovena in Italia, con riferimento ad accademici, ricercatori e dottorandi di svariate aree disciplinari attivi nell’area di insediamento della comunità nazionale slovena nella Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia o anche in altre regioni italiane, in Slovenia e altrove all’estero;  
  • censimento delle professionalità tecnico-scientifiche della comunità nazionale slovena in Italia, con riferimento a esperti di svariate aree disciplinari attivi nell’area di insediamento della comunità nazionale slovena nella Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia o anche in altre regioni italiane, in Slovenia o altrove all’estero;  
  • raccolta di contenuti (articoli, interviste e sim.) pubblicati sui mezzi di comunicazione in lingua slovena in Italia in cui si parla di giovani della comunità nazionale slovena che studiano o lavorano all’estero;
  • coinvolgimento di ricercatori, esperti a vario titolo e dottorandi della comunità nazionale slovena in Italia nei progetti di ricerca e dibattiti scientifici promossi dallo SLORI.

Una delle iniziative ormai consolidate per creare sinergie è l’organizzazione periodica di una tavola rotonda dei giuristi sloveni in Italia, che lo SLORI promuove quale opportunità di networking per avvocati, notai, giudici e altri professionisti del diritto provenienti dalle fila della comunità nazionale slovena in Italia. Nel 2020 si è svolta già la terza edizione di questa tavola rotonda, che dopo la prima organizzata quattro anni fa a Gorizia e la seconda due anni fa a Opicina ha visto i convenuti darsi appuntamento il 3 dicembre nella sala riunioni virtuale della piattaforma ZOOM. Sono incontri che danno modo di sviluppare un dibattito di settore, tenendosi al contempo aggiornati e consolidando i legami professionali.

L’obiettivo strategico per il periodo 2020-2024 è creare un sistema informativo digitale che funga da trait d’union tra la comunità nazionale slovena in Italia e ricercatori, esperti e altre professionalità di nazionalità slovena che si trovano all’estero, muovendo dal presupposto che il potenziale scientifico all’estero possa rivelarsi utile e funzionale per gli sloveni in Italia nella misura in cui le nozioni e competenze acquisite e l’esperienza maturata possono essere “restituite” alla realtà d’origine, oltretutto nei modi più svariati, ad esempio tramite forme di lavoro, formazione e consulenza a distanza. L’intento è dunque quello di creare una piattaforma online in cui vadano a confluire tanto la domanda di profili specializzati espressa dalla comunità quanto l’offerta di simili profili, in sostanza una rete di contatti professionali sul modello di LinkedIn che contribuisca a prevenire la dispersione del potenziale intellettuale spendibile per la comunità. In caso di riscontro positivo, una piattaforma di questo tipo potrebbe fungere da modello per la gestione delle dinamiche di “fuga dei cervelli” anche in altri contesti minoritari, dove il tema delle competenze è quanto mai attuale e importante.

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